SAVANA 3.0

Savana 3.0: la borsa all’uncinetto che mantiene una promessa

Ci sono progetti che nascono da un’idea improvvisa e altri che, invece, continuano a tornare. Cambiano forma, si trasformano, si adattano a nuovi materiali, ma conservano una struttura così riconoscibile da diventare quasi una firma.

Dopo la prima versione e dopo Savana 2.0, in tantissime mi avete chiesto di riprendere ancora una volta questa costruzione. Non desideravate semplicemente una copia dei modelli precedenti, ma una nuova interpretazione che mantenesse intatto il carattere della borsa originale: la forma geometrica, la capienza, il movimento delle diagonali e quella particolare lavorazione che sembra disegnare il tessuto mentre cresce sotto l’uncinetto.

Le promesse, soprattutto quelle fatte alla propria community, vanno mantenute. È così che nasce Savana 3.0, una borsa che riparte dallo stesso principio costruttivo, ma lo porta verso una linea nuova, più slanciata e sorprendente.

Questa volta ho scelto una gamma cromatica molto vicina a quella della prima Savana: il beige e il nocciola si alternano con naturalezza, creando un disegno caldo, elegante e senza tempo. Sono colori che ricordano la sabbia, la terra asciutta, le fibre naturali e le sfumature del legno. Una palette estremamente versatile, capace di accompagnare gli abiti estivi più leggeri ma anche di inserirsi con eleganza nei primi look autunnali.

Non si tratta, però, soltanto di un ritorno cromatico. Savana 3.0 è la dimostrazione di come una stessa costruzione possa evolversi attraverso pochi cambiamenti ragionati. Il cuore del progetto rimane il quadrato lavorato a partire dal centro, ma il bordo superiore acquista un inedito taglio a coda di rondine, mentre il manico nasce direttamente dalla lavorazione e diventa parte integrante della borsa.

Il risultato è una shopper capiente e morbida, con una personalità precisa: familiare nella tecnica, completamente nuova nella linea.

Una costruzione geometrica che diventa movimento

La lavorazione di Savana 3.0 comincia da un quadrato realizzato attraverso quattro aumenti. Questi aumenti formano le due diagonali e guidano la crescita regolare del lavoro.

Il quadrato viene sviluppato fino a quando le diagonali raggiungono la misura di circa 35 centimetri. Questa misura determina la grandezza della base e, di conseguenza, la capienza finale della borsa.

Raggiunta la dimensione desiderata, ho eliminato due aumenti opposti, appartenenti alla stessa diagonale. È proprio questa la diagonale destinata a diventare la base della borsa. Gli altri due aumenti, collocati sulla diagonale opposta, rimangono invece attivi e continuano a far crescere il lavoro verso l’alto.

Da questo momento la geometria comincia a trasformarsi. La base smette di allargarsi, mentre gli aumenti rimasti creano due vertici e danno origine al disegno centrale che ricorda una spina di pesce. Le righe beige e nocciola convergono verso il centro e accompagnano lo sguardo lungo la superficie della borsa, rendendo protagonista una costruzione apparentemente semplice.

Ogni due giri ho cambiato colore, alternando il beige e il nocciola. Ho scelto una successione regolare per valorizzare la forma e rendere ancora più leggibili le diagonali. Non è una decorazione applicata successivamente: il motivo nasce direttamente dal modo in cui la borsa viene costruita.

Un dettaglio fondamentale riguarda l’orientamento del lavoro. Anche durante la prima fase, quando il quadrato potrebbe teoricamente essere lavorato sempre sul diritto, ho voltato il lavoro alla fine di ogni giro. Questa scelta permette di mantenere la medesima texture anche quando si passa alla lavorazione in righe di andata e ritorno.

Senza questo accorgimento, la parte iniziale e quella superiore potrebbero mostrare una differenza nella resa dei punti. Voltando il lavoro fin dal principio, invece, la superficie rimane coerente e uniforme.

Dalla base al corpo della borsa

Dopo aver eliminato i primi due aumenti e aver quindi stabilito la base, ho lavorato circa quattro giri senza eseguire diminuzioni laterali. Questo breve tratto crea il passaggio iniziale tra il fondo e il corpo della borsa.

A partire dal quinto giro ho iniziato a modellare i laterali, saltando quattro punti in corrispondenza dei lati. Queste diminuzioni compensano la crescita prodotta dagli aumenti centrali e permettono alla borsa di salire senza continuare ad allargarsi eccessivamente.

Il principio è un piccolo gioco di equilibri: gli aumenti rimasti mantengono il disegno centrale e fanno proseguire le diagonali, mentre le diminuzioni laterali controllano la larghezza. È proprio questa relazione tra punti aggiunti e punti eliminati a dare alla borsa la sua forma tridimensionale.

La lavorazione prosegue fino a raggiungere un’altezza di circa 22-23 centimetri. A questo punto vengono eliminati anche gli ultimi due aumenti e termina la fase principale del corpo.

Ed è qui che Savana 3.0 comincia davvero a distinguersi dalle versioni precedenti.

Il bordo a coda di rondine

Nei modelli Savana e Savana 2.0, una volta eliminati gli ultimi aumenti, lavoravo tre diminuzioni per ogni riga: una all’inizio, una al centro e una alla fine. Questo sistema permetteva al bordo superiore di restringersi e pareggiarsi progressivamente.

Per Savana 3.0 ho scelto una strada diversa.

Dopo aver interrotto la lavorazione continua sui quattro lati, ho proseguito separatamente in righe di andata e ritorno. All’interno del punto che precedentemente ospitava l’aumento ho lavorato una maglia alta, continuando poi punto su punto. Ho mantenuto la diminuzione necessaria a modellare il fianco, ma non ho eseguito le diminuzioni all’inizio e alla fine di ogni riga.

In questo modo il lavoro non si chiude immediatamente verso il centro. I bordi continuano a salire e formano gradualmente due punte morbide. Nasce così il particolare taglio a coda di rondine, che rende il profilo superiore dinamico e molto più originale rispetto a quello di una shopper tradizionale.

Ho lavorato all’incirca dieci righe con questo sistema. Soltanto negli ultimi due giri ho inserito anche le diminuzioni iniziali e finali. Questo passaggio mi ha permesso di addolcire le punte, evitando un bordo eccessivamente appuntito, e di ottenere una zona più regolare sulla quale costruire il manico.

È un cambiamento tecnico apparentemente piccolo, ma visivamente importante. La borsa conserva la sua anima geometrica, eppure acquista una linea più sofisticata, quasi architettonica.

Un manico perfettamente integrato

Per completare Savana 3.0 ho scelto di realizzare il manico direttamente con lo stesso cordino utilizzato per la borsa.

Ho avviato circa 60 catenelle e ho lavorato tre righe a maglia bassa. In questo modo il manico risulta abbastanza consistente, ma rimane morbido e piacevole da indossare sulla spalla. Non sono presenti cuciture visibili o elementi estranei: il manico sembra nascere naturalmente dai due vertici della borsa e ne accompagna la forma.

Naturalmente questa è soltanto una delle possibili soluzioni. Chi desidera personalizzare ulteriormente il progetto può sostituire il manico all’uncinetto con due manici in resina, bambù o ecopelle.

I manici in bambù accentuerebbero l’aspetto naturale e leggermente esotico della borsa. Quelli in resina potrebbero darle un’impronta più contemporanea, mentre l’ecopelle la renderebbe perfetta anche per la città e per la stagione autunnale.

Io ho preferito lasciare la lavorazione protagonista, mantenendo la borsa interamente realizzata all’uncinetto.

L’interno: libertà e praticità

Savana 3.0 non è stata foderata. Il cordino e la compattezza della lavorazione le conferiscono già una buona struttura, ma per organizzare il contenuto inserirò una bustina indipendente.

È una soluzione che utilizzo volentieri perché permette di proteggere gli oggetti più piccoli, trasferirli velocemente da una borsa all’altra e, nello stesso tempo, lasciare visibile anche all’interno la lavorazione artigianale.

La bustina può essere scelta in una tonalità neutra, coordinata al beige e al nocciola, oppure trasformarsi in un dettaglio a contrasto. Un interno arancio bruciato, verde bosco o borgogna regalerebbe alla borsa un piccolo colpo di scena cromatico ogni volta che viene aperta.

Chi preferisce una struttura più sostenuta potrà naturalmente aggiungere una fodera su misura, magari completata da una tasca interna e da una chiusura magnetica.

Scheda tecnica di Savana 3.0

Nome del progetto: Savana 3.0
Tipologia: shopper capiente all’uncinetto
Livello consigliato: intermedio
Filato utilizzato: cordino Thai Sublime
Colori: beige e nocciola
Quantità: due rocche, una per ciascun colore
Uncinetto: 3,5 mm
Costruzione: quadrato centrale con quattro aumenti
Misura della diagonale della base: circa 35 cm
Altezza del corpo prima del bordo: circa 22-23 cm
Cambio colore: ogni due giri
Lavorazione: giri voltati e successivamente righe di andata e ritorno
Bordo: sagomato a coda di rondine
Manico: circa 60 catenelle, lavorate per tre righe a maglia bassa
Fodera: non presente; prevista bustina interna indipendente
Punti principali: catenella, maglia bassa, maglia alta, aumenti e diminuzioni

Le misure possono essere naturalmente adattate. Fermandosi prima con la prima diagonale si otterrà una borsa più piccola; proseguendo oltre i 35 centimetri si creerà invece una maxi shopper. Sarà però necessario considerare che, aumentando la dimensione della base, cambieranno anche il consumo di cordino e il peso complessivo della borsa.

Come abbinare Savana 3.0

Beige e nocciola rendono Savana 3.0 sorprendentemente facile da indossare. La lavorazione artigianale le dà un’anima informale, ma la precisione delle righe e la particolare costruzione del bordo le permettono di accompagnare anche look più raffinati.

Per un outfit estivo la immagino con un abito lungo in lino color panna, sandali cuoio e pochi gioielli dorati. La borsa diventerebbe il punto d’incontro tra le tonalità chiare dell’abito e quelle più calde degli accessori.

Con pantaloni palazzo bianchi, canotta nocciola e camicia morbida lasciata aperta acquista invece un carattere più cittadino. È il classico abbinamento semplice, elegante e comodo che permette alla borsa di farsi notare senza apparire eccessiva.

Può essere indossata anche con il denim. Jeans scuro, camicia bianca e cintura cuoio creano una base essenziale sulla quale la texture a spina di pesce risalta in tutta la sua bellezza.

Per accompagnarla verso settembre basterà aggiungere un blazer sabbia, un pantalone color cioccolato o un abito in maglia sottile. Le sue tonalità naturali non appartengono a una sola stagione e rendono Savana 3.0 una borsa da utilizzare ben oltre l’estate.

È capiente, morbida, pratica e riconoscibile. Può contenere tutto ciò che serve durante una lunga giornata, ma conserva una linea ricercata e femminile.

Una promessa mantenuta, un progetto che continua

Savana 3.0 non è semplicemente la terza versione di una borsa già realizzata. È il nuovo capitolo di una storia creativa costruita nel tempo insieme a chi segue il mio lavoro.

La prima Savana ha dato vita al modello. Savana 2.0 ne ha esplorato una diversa interpretazione. Questa terza versione riprende i colori originari e li conduce verso una forma nuova, attraverso un bordo più scenografico e un manico completamente integrato.

Ripetere una costruzione non significa necessariamente ripetersi. A volte basta cambiare il punto in cui ci si ferma, eliminare una diminuzione, lasciare che una linea continui a salire per scoprire una forma che prima non esisteva.

È questo il bello dell’uncinetto: ogni punto risponde a quello precedente, ma può cambiare completamente la direzione del progetto.

Savana 3.0 nasce da una promessa fatta al pubblico, ma soprattutto dal desiderio di dimostrare che una buona idea non si esaurisce al primo tentativo. Può crescere, trasformarsi e tornare con una nuova personalità, senza perdere la propria identità.

E questa volta è tornata con due grandi punte, una spina di pesce perfettamente disegnata e tutti i colori caldi della sua storia.

https://youtu.be/kEWaTHWAmKw