
Cialda: la canotta a punto filet che inaugura un nuovo capitolo di Pasticceria d’Autore
Ci sono dolci che si riconoscono dal colore, altri dalla forma. La cialda, invece, si riconosce ancora prima di assaggiarla: basta guardare quella superficie ordinata, sottile, attraversata da una trama regolare di piccoli quadrati. È il disegno lasciato dalla piastra sull’impasto, una geometria precisa che custodisce il profumo del burro, della vaniglia e dello zucchero appena caramellato.
Quando è ancora calda, la cialda è morbida e si lascia modellare. Può diventare un cono, un ventaglio, una coppetta oppure rimanere distesa, sottile e fragrante. Raffreddandosi acquista consistenza, ma conserva la sua leggerezza: si spezza con un suono netto e lascia sulle dita appena qualche briciola dorata.
È stata proprio questa immagine a suggerirmi il nome del nuovo progetto.
Non il colore, ma è la trama a raccontare la cialda: la successione di pieni e vuoti, i quadretti del punto filet, le linee verticali che attraversano il capo e quella leggerezza visiva che permette alla luce di passare attraverso il lavoro.
Nasce così Cialda, il primo elemento di un twin set che sto ancora costruendo e che, proprio come un dolce composto da più consistenze, si completerà attraverso la sovrapposizione di un secondo capo.
Un nuovo assaggio di Pasticceria d’Autore
Il viaggio di Pasticceria d’Autore è cominciato con Frolla, una blusa la cui lavorazione ricordava in maniera quasi immediata le strisce di pasta intrecciate sulla superficie di una crostata. In quel caso l’associazione era evidente: bastava osservare il disegno per ritrovare la memoria di un dolce preparato in casa, con la pasta stesa sul tavolo e le strisce sistemate una dopo l’altra sopra la confettura.
Con Cialda il collegamento è più sottile, ma proprio per questo apre una parte interessante di questo nuovo percorso creativo.
Pasticceria d’Autore non vuole essere una collezione di capi travestiti da dolci e neppure una semplice sequenza di nomi golosi. Ogni progetto deve trovare una relazione autentica con ciò che lo ha ispirato: a volte sarà la costruzione, altre volte la consistenza, il colore, la sovrapposizione degli elementi oppure il modo in cui una trama reagisce alla luce.
La pasticceria, esattamente come l’uncinetto, è fatta di precisione, proporzioni e ripetizioni. Una variazione apparentemente piccola può cambiare completamente il risultato: una temperatura differente modifica una crema, qualche minuto in più rende una frolla più croccante, una diversa tensione del filo cambia la vestibilità di un capo.
Anche Cialda nasce da un equilibrio di questo tipo. Il disegno rimane riconoscibile, ma la sua ampiezza può essere modificata. La struttura è regolare, eppure il capo si allarga senza una successione evidente di aumenti. Tutto dipende dalla scelta dell’uncinetto, dalla mano e dal modo in cui si decide di interpretare il modulo.
È una ricetta, in fondo. Non una formula rigida, ma una base da adattare alle proprie misure e al risultato che si desidera ottenere.
La costruzione di Cialda
La canotta comincia dalla parte superiore, ma non attraverso una lavorazione top-down tradizionale. Ho realizzato separatamente due fasce rettangolari, una destinata al davanti e una al dietro, entrambe larghe circa 22 centimetri e alte 6 centimetri.
Per ottenere la giusta elasticità e una superficie più strutturata ho alternato due maglie alte semplici e due maglie alte lavorate a rilievo davanti. La lavorazione procede in righe di andata e ritorno finché ogni fascia non raggiunge l’altezza desiderata.
Ho avviato indicativamente 46 catenelle per ciascun rettangolo, ma questo numero deve sempre essere considerato come un riferimento e non come una misura universale. Il filato, l’uncinetto e soprattutto la tensione personale possono modificare sensibilmente la larghezza del pezzo. Prima di procedere è quindi importante controllare che le due fasce coprano correttamente la parte anteriore e posteriore della scollatura.
Una volta completati i due elementi, li ho collegati lateralmente aggiungendo circa 40 catenelle per ciascun lato. Queste catenelle formano gli scalfi e permettono di raggiungere la circonferenza necessaria per iniziare la lavorazione in tondo.
È questo il momento in cui le due parti separate smettono di essere semplici fasce e cominciano a trasformarsi in una vera canotta.
Dopo aver eseguito un primo giro di maglie alte, ho impostato il motivo filet su un multiplo di otto punti. Il modulo di partenza è composto da sette maglie alte e una catenella, ripetute per tutta la circonferenza.
La catenella non è soltanto uno spazio vuoto: rappresenta il primo quadretto e diventa il punto di riferimento verticale dell’intero disegno. Nei giri successivi, sopra quello spazio, continuerà a essere lavorata una catenella, in modo da creare una linea traforata regolare.
Sulle sette maglie alte, invece, il motivo si apre al centro: nel secondo giro, si lavorano tre maglie alte, una catenella e altre tre maglie alte. Il piccolo vuoto centrale interrompe la compattezza del gruppo e genera un secondo quadretto. Si ripete poi il giro precedente con 7 pa e 1 cat, prima di fare un giro di soli quadretti ricominciare… L’alternanza dei giri pieni, dei quadretti centrali e delle righe maggiormente traforate costruisce lentamente la superficie della cialda.
Da vicino si distinguono i singoli passaggi; osservato nel suo insieme, il motivo diventa una quadrettatura continua, ordinata ma non rigida. La trama rimane ariosa, lascia intravedere ciò che si indossa sotto e rende il capo adatto anche alle giornate più calde.
Allargare il capo senza aumenti visibili
Una delle caratteristiche più interessanti di Cialda è il modo in cui la linea si amplia procedendo verso il basso.
Ho iniziato la fascia superiore e i primi giri con l’uncinetto numero 2,5. Dopo aver completato una parte del motivo sono passata al numero 3 e, successivamente, al 3,5.
Il disegno non cambia e il numero dei punti rimane invariato, ma le maglie diventano gradualmente più morbide e la trama acquista respiro. È come osservare una cialda ancora calda mentre viene delicatamente aperta e modellata: la struttura rimane la stessa, ma la superficie si distende.
Questo sistema mi ha permesso di adattare il capo al corpo senza inserire aumenti visibili e senza interrompere la continuità del filet.
Naturalmente non rappresenta l’unica possibilità. Chi ha bisogno di ottenere una maggiore ampiezza può intervenire direttamente sul modulo. Al posto di sette maglie alte se ne possono lavorare nove, aggiungendo un punto all’inizio e uno alla fine del gruppo. Nel giro traforato il motivo diventerà quindi: quattro maglie alte, una catenella e quattro maglie alte.
La proporzione rimane la stessa, così come l’aspetto del disegno, ma ogni modulo occupa uno spazio maggiore.
È un dettaglio particolarmente importante perché rende Cialda un progetto realmente adattabile. La vestibilità non dipende da una sola taglia e non costringe a seguire una quantità prestabilita di aumenti. Si può intervenire cambiando l’uncinetto, modificando il modulo oppure combinando entrambi i sistemi.
Proseguendo la lavorazione, la canotta può anche trasformarsi in un abito. Sarà sufficiente continuare il motivo fino alla lunghezza desiderata, controllando l’ampiezza sui fianchi e scegliendo se mantenere una linea diritta oppure aprirla maggiormente verso il fondo.
Le spalline e l’anticipazione del twin set
Dopo aver completato il corpo ho ripreso l’intero contorno degli scalfi con il filato Rumba sfumato.
Ho aggiunto circa 40 catenelle per formare ciascuna spallina, le ho ripassate a maglia bassa e ho poi lavorato un paio di giri a maglia alta. In questo modo ho ottenuto contemporaneamente due risultati: ho definito la spallina e ho richiuso leggermente lo scalfo.
La larghezza può essere modificata con estrema facilità. Chi preferisce una spallina sottile può limitare il numero dei giri, mentre chi desidera coprire meglio l’intimo può aggiungere altre righe. È una scelta funzionale, ma incide anche sullo stile finale del capo.
Il Rumba non è stato inserito casualmente. La sua sfumatura interrompe il turchese compatto dell’Amanda e anticipa il secondo elemento del twin set. Al momento Cialda mostra solo il primo strato della sua storia: la canotta sarà la base su cui verrà indossato un secondo pezzo più aperto, leggero e traforato.
Il contrasto delle spalline è quindi una piccola promessa cromatica. Annuncia ciò che verrà dopo e permette ai due capi, pur mantenendo identità differenti, di appartenere allo stesso progetto.



I filati utilizzati
Per il corpo della canotta ho scelto Amanda Filo di Scozia numero 5, un cotone mercerizzato ritorto che restituisce un punto estremamente nitido.
Amanda è composto al 100% da cotone a tiglio lungo. La mercerizzazione dona brillantezza alla superficie, mentre la torsione rende il filo resistente, stabile e adatto a sostenere una lavorazione geometrica come il filet. Ogni gomitolo pesa 100 grammi e sviluppa circa 260 metri.
Per realizzare la canotta ho utilizzato poco più di due gomitoli, quindi una quantità leggermente superiore ai 200 grammi. Il consumo deve naturalmente essere adattato alla taglia, alla lunghezza scelta e all’eventuale trasformazione del top in abito.
Sebbene per Amanda siano indicati uncinetti più piccoli, ho scelto consapevolmente di lavorare con le misure 2,5, 3 e 3,5. Non cercavo infatti la compattezza di un centrino o di un elemento per la casa, ma una trama più morbida, adatta all’abbigliamento e capace di seguire il corpo senza irrigidirlo.
Per le spalline e la rifinitura degli scalfi ho utilizzato Rumba, un puro cotone sfumato da 50 grammi e 170 metri. È un filato realizzato in Italia con fibra di origine europea e presenta una costruzione a catenella che lo rende scorrevole e leggermente più voluminoso.
Le transizioni cromatiche sono fluide e non creano stacchi netti. Anche una lavorazione semplice riesce quindi a mostrare numerose sfumature, come accade nelle spalline di Cialda, dove pochi giri sono sufficienti per introdurre colori diversi e collegare visivamente la canotta al futuro secondo elemento del twin set.
Cialda e Palma: due costruzioni, due possibilità
Ho pensato Cialda anche come progetto alternativo alla canotta Palma.
I due modelli condividono una linea estiva e una vestibilità facilmente personalizzabile, ma arrivano al risultato attraverso strade differenti. Palma nasce da uno sprone top-down rettangolare, viene chiusa sotto le ascelle e prosegue in tondo con una lavorazione a maglia alta arricchita da noccioline sempre più fitte.
Cialda parte invece da due fasce separate, collegate attraverso le catenelle laterali. Il corpo è interamente costruito con il punto filet e la sua ampiezza viene regolata principalmente cambiando la misura dell’uncinetto.
Palma ha una superficie più materica, quasi tridimensionale; Cialda vive di trasparenze, linee e piccoli vuoti. Una racconta il rilievo, l’altra la luce.
Potete alternare l’avvio dell’una sull’altra a piacere…

Come indossare Cialda
Il turchese invita immediatamente ad abbinarla al bianco, ma non vorrei limitare questo capo alla classica immagine da vacanza. Con un pantalone ampio in lino bianco o avorio, sandali naturali e pochi accessori dorati, Cialda diventa certamente un completo luminoso per il giorno, fresco ma curato.
La stessa canotta, però, può assumere un carattere più urbano se accostata a un pantalone color tabacco, a una gonna lunga color corda oppure a un denim bianco dalla linea pulita. Le sfumature delle spalline funzionano come un piccolo dettaglio gioiello e consentono di riprendere uno dei colori del Rumba negli accessori.
Per la sera immagino una gonna fluida in raso color champagne o un pantalone palazzo blu molto scuro. La trasparenza del filet può essere gestita con un top tono su tono, per un effetto discreto, oppure con una base a contrasto che evidenzi maggiormente il disegno.
La possibilità di scegliere la larghezza delle spalline rende il progetto adatto anche a chi non desidera rinunciare a un reggiseno tradizionale. Non è il corpo a doversi adattare al modello: è la costruzione del modello che può essere modificata per rispettare il corpo, le sue necessità e il modo in cui ciascuna donna desidera vestirsi.
Cialda nasce come canotta, ma porta già con sé l’idea della sovrapposizione. Quando arriverà il secondo elemento del twin set, il turchese dell’Amanda e le sfumature del Rumba si incontreranno nuovamente. Saranno due consistenze diverse, due lavorazioni capaci di completarsi senza coprirsi.
Proprio come una cialda può accogliere una crema, un gelato o una mousse senza perdere la propria fragranza, questa canotta è pensata per sostenere il secondo capo conservando visibile la sua trama.
Perché Pasticceria d’Autore non è soltanto una collezione da guardare. È un percorso da assaporare lentamente, progetto dopo progetto, lasciando che ogni punto racconti una consistenza, un ricordo e persino un profumo.
E questa volta il profumo è quello di una cialda appena tolta dalla piastra: sottile, calda, dorata ai bordi e pronta ad accogliere il prossimo strato.



Scheda tecnica del progetto
Nome: Cialda
Tipologia: canotta estiva, primo elemento di un twin set
Tecnica: lavorazione in tondo con motivo filet su multiplo di 8
Costruzione: due fasce superiori realizzate separatamente e collegate lateralmente con catenelle
Misura indicativa delle fasce: circa 22 × 6 cm
Avvio indicativo: circa 46 catenelle per ogni fascia
Collegamento laterale: circa 40 catenelle per lato, da adattare alla circonferenza e alla profondità dello scalfo
Motivo della fascia: alternanza di due maglie alte e due maglie alte a rilievo davanti
Uncinetti utilizzati: 2,5 mm, 3 mm e 3,5 mm
Filato principale: Amanda Filo di Scozia n.5, 100% cotone mercerizzato ritorto, 100 g/260 m
Consumo Amanda: poco più di due gomitoli, variabile in base alla taglia e alla lunghezza
Filato per spalline e rifiniture: Rumba puro cotone sfumato, 50 g/170 m, costruzione a catenella
Vestibilità: personalizzabile modificando l’uncinetto, l’ampiezza del modulo filet e la larghezza delle spalline
Possibili varianti: top, canotta lunga oppure abito

