
Cappello Pop: sembra fatto ai ferri, ma c’è un piccolo trucco
La prima cosa che probabilmente pensereste guardando Pop è che io abbia finalmente preso in mano i ferri.
E invece no.🤭🤭
Sono rimasta fedele al mio uncinetto, anche se questa volta ho deciso di giocare un po’ con le apparenze. Il risultato è una lavorazione che sul diritto presenta il classico aspetto della maglia ai ferri e sul rovescio mostra addirittura quella struttura che siamo abituati ad associare alla maglia rasata.
Il trucco è l’uncinetto tunisino.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi piace di più di questo cappello: ci ricorda che non conoscere una tecnica non significa necessariamente dover rinunciare a un determinato risultato. A volte basta cercare una strada diversa.
Io, per esempio, non ho bisogno di trasformarmi improvvisamente in una maga dei ferri per ottenere questo effetto. Posso partire da quello che conosco, l’uncinetto, cambiare strumento e utilizzare il tunisino per arrivare visivamente molto vicino a una lavorazione a maglia.
Ed ecco Cappello Pop.
Un nome breve, allegro e soprattutto neutro, perché questo progetto non l’ho immaginato né da donna né da uomo. Lo vedo su di me, su un ragazzo, su un papà, su una bambina e su un bambino. Cambiano il look, la taglia, magari un piccolo dettaglio finale, ma il modello rimane lo stesso.
Ed è proprio questa versatilità a renderlo particolarmente interessante anche in vista del Natale.
Un cappello per tutti, davvero
Quando realizziamo qualcosa da regalare, una delle difficoltà è spesso trovare il progetto giusto per la persona giusta.
Con un cappello come Pop il problema si riduce parecchio.
Il modello di base è estremamente pulito. Non ha elementi dichiaratamente femminili o maschili e quindi può essere interpretato semplicemente attraverso il colore del filato e gli accessori finali.
Il mio è nato con una combinazione molto vivace di azzurro, arancio e giallo. E, curiosamente, più lo guardo più penso che questa colorazione funzioni benissimo anche in versione maschile.
Ma basta cambiare palette per trasformarlo completamente.
Immaginatelo in nero e grigio, blu e jeans, verde bosco e cammello per una versione più sobria. Oppure panna, cipria, lavanda o carta da zucchero per un’interpretazione più delicata. Per i bambini possiamo invece permetterci colori molto più accesi: rosso, verde, blu elettrico, giallo, arancio oppure filati multicolor che fanno praticamente tutto il lavoro al posto nostro.
Nel mio caso, infatti, non ho eseguito nessun cambio colore: le righe sono nate direttamente dal filato.
E questa è una di quelle piccole soddisfazioni che non guastano mai: sembra di aver organizzato una complicata alternanza cromatica mentre, in realtà, noi continuiamo tranquillamente a lavorare.

Il filato: perché la scelta non è casuale
Per Cappello Pop ho utilizzato Oasis, nella composizione:
75% lana Superwash – 25% poliammide
50 g – 115 m
Per il cappello sono stati sufficienti due gomitoli, quindi circa 100 grammi complessivi.
La lana è una fibra naturale di origine animale e porta con sé quelle caratteristiche che la rendono particolarmente adatta agli accessori invernali: isolamento termico, gestione dell’umidità, elasticità e comfort.
In questo caso, però, abbiamo una lana Superwash.
Superwash non identifica un tipo diverso di lana, ma una lana che ha subito un trattamento destinato a limitarne l’infeltrimento e il restringimento durante il lavaggio. È quindi particolarmente interessante per un accessorio come un cappello, che può avere bisogno di lavaggi più frequenti rispetto, per esempio, a uno scialle. I trattamenti Superwash rendono infatti la lana più stabile e più semplice da gestire durante la manutenzione. Naturalmente resta sempre fondamentale attenersi alle indicazioni di lavaggio riportate sull’etichetta dello specifico filato.
Il restante 25% è poliammide, una fibra sintetica utilizzata spesso nelle mischie proprio quando si vuole aggiungere robustezza al filato. Ha una buona resistenza all’usura e allo sfregamento e, insieme alla lana, contribuisce a ottenere un filo adatto a un accessorio destinato a essere indossato, tolto, infilato in borsa, lavato e usato ancora.
Insomma, qui la composizione non è stata scelta soltanto perché il filato era bello.
Per un cappello che deve vivere davvero, la praticità conta.
Come nasce Cappello Pop
La costruzione è molto più semplice di quanto l’effetto finale possa far pensare.
Io sono partita da 80 catenelle, lavorate con uncinetto numero 5.
Ma quel numero non deve diventare una legge.
Il principio è ancora più semplice: fate una quantità di catenelle sufficiente a circondare la vostra testa. Quando la prima e l’ultima estremità della catenella arrivano a incontrarsi intorno alla circonferenza, avete raggiunto la misura che vi serve.
Non dobbiamo quindi impazzire con formule, percentuali o calcoli.
Naturalmente la vostra mano, il filato utilizzato e la misura della testa possono modificare il numero finale. Le mie 80 catenelle sono il riferimento del mio campione, non il numero universale da copiare alla cieca.
Da quel momento sono passata alla lavorazione tunisina.
Si può utilizzare sia un uncinetto tunisino lineare sia un modello con cavetto, purché abbia spazio sufficiente per accogliere tutte le maglie.
La lavorazione viene eseguita avanti e indietro creando un semplice pannello rettangolare aperto.
Ed è proprio qui che il progetto comincia a ingannare l’occhio.
Sul diritto vediamo una struttura estremamente simile alla classica maglia lavorata ai ferri; voltando idealmente il tessuto, l’effetto del rovescio rafforza ancora di più questa impressione.
Se quindi siete tra quelle persone che guardano certi progetti ai ferri pensando «bellissimo, peccato che io non sappia farli», ecco un buon motivo per esplorare un po’ di più l’uncinetto tunisino.
Non serve soltanto per fare sciarpe.
Questa tecnica può diventare una bellissima alternativa anche per cardigan, gilet, pannelli, copertine, accessori e capi d’abbigliamento nei quali desideriamo ottenere una superficie più compatta e dall’aspetto vicino alla maglia.
E se volete approfondire il tunisino, nel blog potete collegare anche Scialle Settembre e Scialle Ottobre : due progetti completamente diversi che mostrano quanto questa tecnica possa cambiare volto.
Le misure del mio Cappello Pop
Ho continuato la lavorazione fino ad arrivare a un’altezza di circa 30–31 cm.
Nelle ultime tre righe ho iniziato a eseguire delle diminuzioni. Trre punti e 1 dimnuzione nella prima riga, 2 punti e 1 diminuzione sulla seconda e infine, un punto e 1 diminuzone nell’ultima.
Non servono per modellare tutto il cappello in tondo: servono semplicemente a ridurre la quantità di tessuto nella parte superiore e rendere più pulita la chiusura della cupola.
Terminata l’ultima riga ho lasciato un tratto di filo abbastanza lungo.
Con l’ago ho ripreso tutta la parte superiore, facendo passare il filo attraverso le maglie dell’ultima riga. Tirando il filo, il bordo si raccoglie fino a chiudere la sommità del cappello.
E con quello stesso filo ho poi eseguito la cucitura verticale del pannello.
Una volta terminata, la cucitura praticamente scompare.
Quindi niente lavorazione in tondo, niente ferri circolari e niente costruzioni strane: dietro quello che sembra un cappello realizzato interamente in circolo si nasconde in realtà un rettangolo.
E questa, secondo me, è la parte divertente del progetto.
Scheda tecnica
| Voce | Dati |
|---|---|
| Progetto | Cappello Pop |
| Tecnica | Uncinetto tunisino |
| Effetto | Simile alla maglia ai ferri |
| Filato | Oasis |
| Composizione | 75% lana Superwash, 25% poliammide |
| Peso/metraggio | 50 g / 115 m |
| Quantità utilizzata | 2 gomitoli, circa 100 g |
| Uncinetto | Tunisino n. 5 |
| Avvio del mio campione | 80 catenelle |
| Regola per la taglia | La catenella deve raggiungere la circonferenza della testa |
| Altezza | Circa 30–31 cm |
| Costruzione | Pannello rettangolare lavorato in piano |
| Modellatura superiore | Diminuzioni nelle ultime 3 righe |
| Chiusura | Arricciatura superiore + cucitura verticale invisibile |
Un pompon cambia tutto
Una volta terminata la struttura, possiamo decidere chi deve diventare Cappello Pop.
Lasciato completamente semplice è pulito, sportivo e decisamente unisex.
Aggiungendo una piccola etichetta laterale cambia immediatamente carattere e può assumere un aspetto più urbano.
Possiamo realizzare un pompon con lo stesso Oasis, recuperando così anche eventuali avanzi di filato, oppure utilizzare un pompon in ecopelliccia, che rende il cappello più importante e invernale.
Per una bambina potrei immaginare anche un piccolo fiore applicato lateralmente. Per un uomo probabilmente lo lascerei completamente pulito o aggiungerei soltanto una piccola etichetta. Su un bambino funzionano bene entrambe le versioni.
Il bello è proprio questo: il progetto rimane neutro e siamo noi a decidere, alla fine, quanto caratterizzarlo.
Un’idea regalo che non richiede di conoscere mezzo guardaroba
A Natale spesso vorremmo regalare qualcosa fatto da noi, ma scegliere un capo d’abbigliamento significa conoscere taglia, vestibilità e gusti molto più precisamente.
Un cappello è più semplice.
E Cappello Pop ancora di più, perché possiamo adattare l’avvio direttamente alla circonferenza della testa.
Possiamo quindi realizzarlo per il compagno, per una sorella, per i figli, per i nipoti oppure creare addirittura piccoli coordinati padre-figlia o fratello-sorella.


Questa immagine, secondo me, racconta immediatamente il progetto meglio di molte parole: stesso cappello, due età diverse e nessuna sensazione che uno dei due stia indossando un modello “adattato”.
[Inserire qui la foto dei due fratellini che camminano insieme]
E con i bambini la possibilità di giocare con i look diventa ancora più evidente. Una giacca sportiva, jeans e polacchine da una parte; cappottino chiaro, abitino azzurro, calze e ballerine dall’altra.
Il cappello rimane sempre lui.
E per noi adulti?
Anche qui basta cambiare quello che gli mettiamo intorno.



Con il nero e il cammello diventa più cittadino. Con panna e crema si alleggerisce. Con il lupetto azzurro riprende il colore dominante del filato. Con blu e beige prende una direzione più sportiva.
Questo è anche un buon esercizio quando scegliamo un filato multicolor: invece di chiedere soltanto «mi piace il gomitolo?», proviamo a chiederci con cosa lo indosserò?
Spesso basta recuperare uno dei colori già presenti nel filo per costruire tutto il resto del look.
Cappello Pop nasce esattamente con questa idea: un progetto semplice nella costruzione, sorprendente nella tecnica e abbastanza neutro da cambiare identità a seconda della persona che lo indossa.
E se, guardandolo, qualcuno vi chiederà:
«Ma hai imparato a lavorare ai ferri?»
Potete anche lasciarlo nel dubbio per qualche secondo.😉


