
Scialle Ottobre all’uncinetto tunisino: la forma cambia, il punto resta
A settembre l’autunno si annuncia. A ottobre, invece, comincia davvero a farsi vedere.
Le giornate si accorciano, la luce cambia, i verdi perdono intensità e nei paesaggi iniziano a comparire ruggine, rame, ocra, mattone, marrone. È il momento in cui le vigne diventano rosse, le foglie si sovrappongono sui marciapiedi e anche il guardaroba comincia lentamente a spostarsi verso colori più caldi.
Quando ho scelto il filato per questo nuovo progetto, la prima cosa che ho visto è stata proprio questa successione di tonalità. Non un semplice sfumato, ma una gamma cromatica che mi ricordava immediatamente il foliage autunnale. E da lì il nome è arrivato quasi da solo: Ottobre.
Ottobre è il secondo scialle della mia piccola serie realizzata con l’uncinetto tunisino. Arriva dopo Settembre, ma non è una replica del progetto precedente e non nasce per sostituirlo. Ho voluto mantenere il punto e la tecnica che avevo utilizzato nel primo modello, modificando però completamente la costruzione.
Ed è proprio questo il passaggio che trovo più interessante: vedere quanto può cambiare un progetto quando, senza cambiare necessariamente il punto, cambiamo il modo in cui lo costruiamo.

Da Settembre a Ottobre: stesso linguaggio, struttura diversa
Con lo scialle Settembre avevamo lavorato una forma triangolare asimmetrica. La costruzione partiva da pochissimi punti e l’aumento veniva eseguito sempre sullo stesso lato. Man mano che il lavoro cresceva si otteneva quindi un lato diritto e un secondo lato in progressiva espansione.
Era proprio quell’aumento laterale a determinare tutta la geometria dello scialle.
Per Ottobre sono partita da un ragionamento differente.
Volevo conservare la leggerezza del punto tunisino utilizzato nel progetto precedente, ma ottenere questa volta uno scialle triangolare simmetrico, con due ali equivalenti e una punta centrale ben definita.
La partenza, di conseguenza, cambia completamente.
Non abbiamo più un unico aumento che accompagna la crescita del lavoro da un lato, ma tre aumenti, distribuiti in modo da permettere al triangolo di aprirsi progressivamente mantenendo una struttura regolare.
Guardando i due scialli finiti potrebbero sembrare parenti molto stretti, perché il punto crea una texture simile e in entrambi i casi abbiamo una forma triangolare. Dal punto di vista della costruzione, però, il ragionamento è diverso.
Ed è una differenza importante anche dal punto di vista didattico.
Imparare una tecnica non significa necessariamente realizzare sempre lo stesso progetto. Una volta compreso come si comportano il punto, gli aumenti e la struttura del lavoro, possiamo iniziare a modificarne la geometria.
Settembre cresce lateralmente.
Ottobre si apre in maniera simmetrica.
Lo stesso punto, quindi, ci permette di arrivare a due risultati molto diversi.

Uno scialle che io utilizzo soprattutto come sciarpa
Tecnicamente Ottobre è uno scialle triangolare. Nel mio guardaroba, però, molto probabilmente passerà gran parte del tempo utilizzato come sciarpa.
È uno dei motivi per cui mi piacciono particolarmente queste forme.
Porto la punta centrale davanti, avvolgo le due estremità intorno al collo e posso decidere quanto tenerlo morbido oppure quanto avvicinarlo al viso.
Quando fa più freddo posso sollevare la parte centrale e arrivare quasi a coprire la bocca. Quando invece la temperatura è più mite posso lasciarlo più aperto e morbido.
La forma triangolare aiuta anche a distribuire meglio il tessuto. Non abbiamo una lunga fascia che continua a spostarsi o a scivolare, ma una parte centrale che rimane sul davanti e due estremità che permettono di regolare facilmente la vestibilità.
Per questo considero Ottobre un vero accessorio di transizione.
Siamo in quel periodo dell’anno in cui il cotone estivo comincia ad avere meno spazio, ma non sempre abbiamo ancora bisogno dei filati più pesanti dell’inverno. Una sciarpa leggera e avvolgente può accompagnarci per molte settimane e continuare poi a essere utilizzata anche quando le temperature scenderanno.

Il filato: il foliage dentro un gomitolo
Per il mio Ottobre ho scelto Metallica, un filato in lana in una variante sfumata che attraversa diverse tonalità tipicamente autunnali.
Ci sono sfumature che ricordano le foglie secche, altre più vicine al rame e al mattone, passaggi più chiari e tonalità più profonde. Durante la lavorazione il colore cambia continuamente e crea quelle righe irregolari che rendono ogni zona dello scialle leggermente diversa dalla precedente.
È una caratteristica che, su una struttura così semplice, diventa parte integrante del progetto.
Non avevo bisogno di aggiungere molte lavorazioni decorative: il movimento cromatico del filato fa già buona parte del lavoro.
Per realizzare il mio scialle ho utilizzato circa 200 grammi di filato.
La quantità, naturalmente, può cambiare in base alla dimensione che vogliamo ottenere, al filato scelto, alla tensione personale e all’uncinetto utilizzato.
Una delle caratteristiche che ho apprezzato di Metallica è anche il comfort. È un filato caldo, ma piacevole a contatto con il collo, una zona in cui personalmente presto molta attenzione alla scelta delle fibre.

Scheda tecnica Metallica
Per realizzare il mio Scialle Ottobre ho scelto Metallica di Tessiland, e in questo caso il filato ha avuto un ruolo importante anche nell’identità visiva del progetto.
La variante che ho utilizzato attraversa una gamma di tonalità molto calde: ruggine, rame, mattone, ocra, beige e marrone si mescolano lungo il lavoro senza creare fasce troppo nette. Guardandolo aperto, il richiamo al foliage autunnale è immediato. Sono gli stessi colori che in questo periodo cominciano a comparire nei boschi, nelle vigne e nelle foglie che cambiano lentamente tonalità.
Metallica è composto per il 50% da lana vergine Mulesing Free e per il 50% da acrilico. Ogni gomitolo pesa 50 grammi e sviluppa 110 metri di filato. Per il mio scialle ne ho utilizzati circa 200 grammi, quindi indicativamente quattro gomitoli.
La presenza della lana gli dà il calore che cercavo per un accessorio destinato ai mesi più freschi, mentre la composizione mista contribuisce a renderlo piacevole e gestibile anche quando viene portato direttamente intorno al collo.
Un’altra caratteristica interessante è il suo effetto luminoso. All’interno della sfumatura compare infatti un inserto lucido che ricorda il lurex: non trasforma lo scialle in un accessorio eccessivamente brillante, ma aggiunge piccoli punti di luce che si percepiscono soprattutto quando il filato viene mosso o colpito dalla luce.
Sul mio Ottobre questo dettaglio funziona particolarmente bene perché accompagna la variazione cromatica senza coprire il punto tunisino.
Il produttore indica ferri dal 5 al 7 e uncinetto dal 4 al 6. Naturalmente, trattandosi di uno scialle, la scelta dell’uncinetto può essere adattata anche all’effetto che vogliamo ottenere: personalmente preferisco conservare una lavorazione abbastanza morbida, perché il progetto deve poter essere avvolto più volte senza diventare rigido o troppo voluminoso.
Scheda rapida Metallica
- Composizione: 50% lana vergine Mulesing Free, 50% acrilico
- Peso gomitolo: 50 g
- Lunghezza: 110 m
- Ferri consigliati: 5–7
- Uncinetto consigliato: 4–6
- Effetto: sfumato luminoso con inserto effetto lurex
- Quantità utilizzata per il mio Scialle Ottobre: circa 200 g / 4 gomitoli
Naturalmente Metallica rappresenta la mia scelta per questo specifico Ottobre, non un vincolo del progetto. Chi preferisce evitare completamente la lana può lavorare la stessa costruzione con un buon cotone, un cotone e viscosa oppure un cotone e seta. Cambieranno calore, peso e caduta dello scialle, ma non la struttura.
Frange e nappine: decorazione, ma non soltanto
Ottobre può tranquillamente essere lasciato così com’è. La forma triangolare e il filato sfumato sono già sufficienti a caratterizzarlo.
Chi ama personalizzare gli accessori, però, può aggiungere una frangia lungo due lati oppure delle nappine sui tre vertici.
In questo caso la nappina può avere anche una funzione pratica.
Aggiungendo un piccolo moschettone possiamo renderla removibile: la utilizziamo quando ci piace e la togliamo quando vogliamo uno scialle più pulito.
Si potrebbe persino realizzare una sola nappina removibile e utilizzarla per unire le due estremità dopo averle avvolte intorno al collo. Oltre a diventare un dettaglio decorativo, aiuterebbe a mantenere la sciarpa nella posizione scelta.
Il peso aggiunto alle punte, infatti, può rendere lo scialle più stabile.
È un piccolo particolare, ma sono proprio questi dettagli a permetterci di adattare un progetto alle nostre abitudini invece di limitarci semplicemente a riprodurlo.
Gli accessori sono progetti senza stagione obbligatoria
In questo periodo torno spesso agli accessori proprio perché permettono una libertà che un capo vero e proprio non sempre concede.
Non dobbiamo ragionare sulle taglie, sulle circonferenze, sulle maniche oppure sulla vestibilità. Possiamo decidere quanto far crescere il lavoro e fermarci quando abbiamo raggiunto la dimensione che ci interessa.
Per lo stesso motivo uno scialle è anche un progetto interessante da realizzare come regalo.
Non dobbiamo conoscere perfettamente le misure della persona che lo riceverà e possiamo personalizzarlo attraverso il colore o il filato. Con l’avvicinarsi dei mesi che precedono il Natale, inoltre, è uno di quei lavori che possiamo preparare con calma senza dover affrontare costruzioni particolarmente complesse.
Ed è forse questa la caratteristica che lega meglio Settembre e Ottobre.
Non sono semplicemente due scialli.
Sono due modi differenti di utilizzare la stessa tecnica per capire cosa succede quando cambiamo la struttura.
Nel primo abbiamo seguito una crescita asimmetrica. Nel secondo costruiamo un triangolo regolare.
Il punto rimane il nostro punto di partenza. È la geometria, questa volta, a raccontare una storia diversa.
E nei colori di Ottobre quella geometria si riempie di rame, ruggine, terra e foglie.
Esattamente i colori che, tra poche settimane, vedremo fuori dalla finestra.




