BORSA PROFITEROLE

Profiterole: volume, materia e contrasto per una borsa fuori dagli schemi

A guardarla frontalmente sembra quasi che qualcuno abbia tracciato un confine preciso: al centro il panna, netto, luminoso, perfettamente liscio; ai lati una materia scura che prende spazio, si solleva dalla superficie, rompe il profilo e trasforma una borsa dalla costruzione essenziale in un accessorio dalla presenza decisamente scenografica.

Profiterole gioca tutta la sua identità sul contrasto e sui volumi.

Non soltanto quello cromatico, immediato, tra panna e moro. Il vero confronto è tra superfici opposte: l’ecopelle compatta contro il movimento del filato, il rigore della struttura contro l’irregolarità dei fiori, la geometria del set Mini Alex Queen contro una decorazione tridimensionale che sembra espandersi oltre i margini della borsa.

È proprio questa tensione a renderla interessante e diversa dal solito, soprattutto dal solito modo di vedere il set Alexqueen.

La fascia centrale rimane volutamente libera. Nessun ricamo, nessuna applicazione, nessun tentativo di riempire uno spazio che, in realtà, ha una funzione precisa: lasciare respirare il progetto.

Tutto accade ai lati.

Una quantità importante di piccoli fiori in Iggy moro ricopre quasi integralmente i pannelli in juta sottostanti. Non sono disposti per creare un motivo perfettamente leggibile e nemmeno per ottenere una sequenza geometrica. Si accostano, si sovrappongono, cambiano inclinazione, generano ombre. Alcuni emergono completamente, altri rimangono parzialmente nascosti.

La superficie smette così di essere piatta.

Diventa materia.

Ed è qui, senza bisogno di inventare somiglianze improbabili, che Pasticceria d’Autore entra nel progetto.

Perché Profiterole

Il nome non nasce dalla volontà di riprodurre un dessert con filo e uncinetto. Sarebbe troppo letterale e, soprattutto, limitante.

Il profiterole lavora sull’idea dell’insieme: tanti piccoli elementi accostati creano un volume unico, ricco, quasi opulento. Il cioccolato modifica la superficie, la panna introduce luce, la composizione vive dell’alternanza tra morbidezza e struttura.

È la stessa grammatica visiva che ritroviamo nella borsa.

Il moro dei fiori porta immediatamente verso le tonalità profonde del cioccolato. Il panna dell’Alex Queen interrompe quella massa scura e rende più evidente il disegno complessivo. I cristalli da 6 millimetri compaiono invece nei piccoli vuoti come una rifinitura puntuale, mai dominante.

Il riferimento gastronomico finisce qui.

Da questo momento Profiterole torna ad essere ciò che deve essere: una borsa.

Ed è importante dirlo, perché il senso di Pasticceria d’Autore non è trasformare i progetti in riproduzioni di dolci. La pasticceria offre un repertorio straordinario di colori, superfici, stratificazioni, geometrie e consistenze. L’uncinetto permette di tradurre quello stesso repertorio in una materia completamente diversa.

Frolla lo ha fatto attraverso una trama.

Cialda attraverso il ritmo della superficie.

Granella attraverso il colore.

Profiterole introduce invece un elemento nuovo nel percorso: il volume.

Una struttura semplice, completamente trasformata

La base di partenza è il set Mini Alex Queen color panna.

Aperto, il set si presenta come una fascia rettangolare in ecopelle già predisposta con i fori per la lavorazione. È una struttura apparentemente molto semplice ed è proprio questa semplicità ad aver consentito di intervenire in maniera così decisa sui laterali. Intanto vi ricordo che del set Alex esistono già altre versioni. Le ricordi? Ti aiuto…

Ho iniziato preparando il bordo necessario al montaggio, lavorando due maglie basse all’interno di ciascun foro. In questo modo l’ecopelle non rimane un elemento estraneo alla parte realizzata all’uncinetto: si crea un vero punto di collegamento tra i due materiali.

Per costruire i fianchi ho scelto una juta color moro. In realtà potreste usare un qualsiasi cordino per borse…

La juta ha qui una funzione soprattutto strutturale. È sostenuta, mantiene bene la forma e offre una superficie stabile sulla quale applicare successivamente i fiori.

Per ciascuno dei due pannelli ho avviato 25 catenelle.

Le prime tre righe vengono lavorate interamente a maglia alta, mantenendo i 25 punti iniziali. Dalla quarta riga la sagoma comincia gradualmente ad aprirsi: nella prima e nell’ultima maglia vengono eseguiti due aumenti, uno per lato.

La quinta riga non presenta aumenti.

Lo stesso schema viene poi ripetuto alla sesta, ottava, decima e dodicesima riga.

Le righe dispari intermedie vengono invece lavorate normalmente, seguendo i punti così come si presentano.

Questa alternanza permette di ottenere un allargamento progressivo e pulito. Nessun cambio brusco di forma: il pannello cresce poco alla volta fino a raggiungere la proporzione necessaria per accompagnare il profilo del set.

Realizzati i due laterali, arriva il montaggio.

Ed è probabilmente questo il momento in cui Alex Queen smette definitivamente di essere un semplice set e comincia ad assumere la personalità di Profiterole.

I pannelli vengono cuciti alla fascia centrale sfruttando la lavorazione precedentemente realizzata nei fori. Una volta chiusa la struttura, la borsa acquista il proprio volume.

Tecnicamente potrebbe già considerarsi completa.

Esteticamente, invece, siamo soltanto all’inizio.

Tre gomitoli per costruire una superficie

Per la decorazione ho utilizzato tre gomitoli di Iggy moro.

Tre gomitoli interamente trasformati in una moltitudine di piccoli fiori a quattro petali.

È un dato importante perché spiega bene la densità della superficie finale. Non si tratta di qualche applicazione posizionata qua e là per movimentare i laterali: i fiori diventano il rivestimento. Inutile dire che potete usare anche altri fiori o mixare fiori diversi tra loro.

I fiori vengono cuciti uno dopo l’altro fino a coprire quasi completamente la juta.

La base rimane presente, naturalmente, ma smette di essere protagonista. La si intravede soltanto in alcuni punti e soprattutto lungo il raccordo con l’ecopelle, dove il tono moro accompagna visivamente il passaggio dalla parte centrale ai laterali. Per un effetto più integrato scegli due filati dello stesso identico colore, l’effetto sarà ancora più bello.

I fiori sono volutamente molto vicini.

È la loro sovrapposizione a creare quella profondità che nelle fotografie si percepisce immediatamente e che dal vivo diventa ancora più evidente. Basta cambiare leggermente l’angolazione della borsa perché i petali generino ombre diverse e la superficie sembri muoversi.

Poi ci sono i cristalli. Ovviamente sono facoltativi…

Ho scelto elementi da 6 millimetri, chiari, inserendoli negli spazi rimasti tra un fiore e l’altro. Non seguono una griglia e non costruiscono un secondo motivo decorativo. Servono piuttosto a interrompere la continuità del moro con piccoli punti luminosi.

Un dettaglio minimo, ma decisivo.

Con una superficie tridimensionale così importante sarebbe stato facile eccedere. Il cristallo, invece, rimane piccolo e sporadico: compare solo quando la luce lo intercetta.

Scheda tecnica

Materiali utilizzati

  • 1 set Mini Alex Queen color panna
  • 1 coppia di manici Simple color panna
  • 1 rocca di juta color moro
  • 3 gomitoli di Iggy color moro
  • uncinetto 3,5 mm per la lavorazione dei pannelli
  • ago per cuciture, montaggio e applicazioni
  • cristalli da 6 mm

Costruzione dei laterali

Si parte da 25 catenelle e si lavorano tre righe a maglia alta mantenendo 25 punti.

Gli aumenti vengono eseguiti all’inizio e alla fine delle righe:

4 – 6 – 8 – 10 – 12

Le righe intermedie vengono lavorate senza aumenti.

Sul set Alex Queen vengono invece eseguite due maglie basse in ogni foro predisposto, creando la base alla quale cucire i due pannelli.

Terminato il montaggio, i laterali in juta vengono ricoperti con i fiori realizzati in Iggy e completati con l’applicazione dei cristalli.

Se trovate difficile lavorare con i laterali già montati, fate così… una volta realizzati i due laterali procedete all’applicazione dei fiori, dei cristalli e della fodera e poi li cucite al set. Sarà ancora più facile e divertente.

Il colore può cambiare completamente Profiterole

La versione panna e moro ha una personalità molto precisa e probabilmente rimarrà quella più direttamente legata al nome Profiterole. Ma lavorando sulle varianti del Mini Alex Queen è evidente quanto questo modello possa cambiare registro.

Tutta panna, per esempio, perde quasi completamente l’associazione con il cioccolato e diventa sorprendentemente sofisticata. I fiori non vengono più letti prima attraverso il colore ma attraverso le ombre che producono. È una versione quasi da cerimonia, perfetta anche con cristalli tono su tono o perle.

Tutta nera diventa molto più decisa. Il contrasto tra l’ecopelle liscia e i fiori rimane affidato esclusivamente alle texture e il risultato ha una personalità quasi da sera.

Il bordeaux le dona profondità e la rende perfetta per l’autunno e l’inverno.

Il cuoio la porta invece verso una dimensione più calda e quotidiana, molto facile da immaginare accanto a panna, denim, cammello e cioccolato.

In navy acquista un’eleganza molto classica, mentre verde e magenta cambiano completamente atmosfera e dimostrano quanto la stessa costruzione possa diventare più fresca e contemporanea semplicemente intervenendo sulla palette.

Non le considererei copie della versione originale.

Sono interpretazioni dello stesso progetto.

Come la indosserei

Una borsa così ha bisogno soprattutto di una cosa: spazio.

Non la accosterei a capi già molto decorati, perché sarebbe inutile creare una competizione tra elementi che chiedono entrambi attenzione.

Con il panna e moro sceglierei innanzitutto il nero. Un abito dalla linea semplice, come quello che ho indossato nelle fotografie, crea una base perfetta: nessun altro colore interferisce e il pannello panna della borsa emerge con estrema chiarezza.

Molto interessante sarebbe anche il contrario: pantalone palazzo panna, camicia o top morbido e un blazer cioccolato. In questo caso la palette della borsa viene ripresa dall’intero outfit senza diventare didascalica.

Con il denim la porterei in modo decisamente più disinvolto: jeans scuro, camicia bianca, cintura cuoio e Profiterole come unico elemento importante.

Per la sera, invece, punterei sulla pulizia assoluta.

Abito nero, sandalo essenziale, metallo ripreso dai dettagli della borsa e pochissimi gioielli. I piccoli cristalli inseriti tra i fiori sono già sufficienti a creare movimento.

La versione completamente panna meriterebbe un discorso ancora diverso: abito champagne, écru, cipria polveroso oppure persino un total white costruito su materiali differenti.

Perché il punto, alla fine, è proprio questo.

Profiterole non ha bisogno di essere accompagnata. Ha bisogno di essere lasciata parlare.

Un nuovo passaggio di Pasticceria d’Autore

Questo progetto aggiunge un tassello importante al percorso che sto costruendo.

La sfida non è trovare cento nomi di dolci.

Quella sarebbe la parte più facile.

La sfida interessante è capire quante idee possano nascere osservando la pasticceria come si osserva una collezione: studiandone i colori, i volumi, le superfici, le proporzioni, le ripetizioni e perfino gli eccessi.

Profiterole nasce da una scelta precisa: prendere una struttura lineare e alterarne completamente la percezione attraverso il volume.

Il centro rimane immobile.

I laterali esplodono.

Il panna illumina.

Il moro dà profondità.

I cristalli entrano soltanto quando serve un punto di luce.

Togliendo uno solo di questi elementi, la borsa sarebbe diversa.

Ed è forse questo il dettaglio più interessante dell’intero progetto: dietro un risultato apparentemente esuberante c’è, in realtà, un equilibrio molto controllato.

Profiterole può permettersi tanti fiori proprio perché sa anche dove fermarsi.


Crea il tuo stile e non rinunciare mai alle tue ambizioni…