
Savana 2.0: quando una borsa cambia forma, ma conserva la sua anima
Ci sono progetti che nascono in pochi giorni e altri che continuano a trasformarsi, come se avessero ancora qualcosa da raccontare. La Savana per me appartiene alla seconda categoria. Non è semplicemente una borsa all’uncinetto: è uno studio sulle forme, sui volumi, sugli aumenti e sulle diminuzioni che diventano architettura tessile. È la dimostrazione che partendo dallo stesso punto si possono raggiungere risultati completamente diversi.
La Savana originale, lavorata in juta, aveva una personalità forte e naturale. Una struttura più morbida, quasi organica: una forma leggermente a uovo, arrotondata nella parte inferiore, con una rimodellazione superiore caratterizzata da un taglio simile ad una coda di rondine. Quel dettaglio non era nato per caso, ma per rispondere ad una necessità precisa: inserire meglio i manici e rendere il modello funzionale senza perdere armonia.
Quella borsa aveva il sapore delle fibre grezze, della terra, dell’estate semplice. Eppure, mentre la osservavo finita, sentivo già che la sua struttura poteva andare oltre.
Così è nata Savana 2.0.

Dalla juta alla rafia: stessa anima, carattere diverso
Per questa nuova interpretazione ho scelto di lavorare con rafia morbida, un materiale completamente diverso dalla juta per mano, resa estetica e comportamento durante la lavorazione.
La rafia ha trasformato immediatamente il progetto:
- più leggerezza;
- una texture raffinata;
- maggiore definizione geometrica;
- un aspetto contemporaneo.
Anche la palette colore racconta un cambiamento preciso. Ho scelto rosa e nero, una combinazione che rende la borsa grafica, decisa, quasi metropolitana. Il contrasto evidenzia le diagonali della costruzione e mette in risalto ogni passaggio strutturale.
La Savana 2.0 non vuole sostituire l’originale.
Vuole raccontare una seconda possibilità.
Come nasce la struttura della Savana 2.0
Il punto di partenza rimane lo stesso della prima versione: una base quadrata.
Ho seguito gli stessi principi costruttivi utilizzati nella Savana in juta, alternando i colori ogni due o tre giri e continuando gli aumenti fino a raggiungere una diagonale di circa 33 cm, misura scelta in funzione della cerniera destinata al progetto.
Ed è proprio qui che la costruzione cambia.
Quando la diagonale raggiunge la misura desiderata:
- due aumenti opposti restano aumenti;
- gli altri due vengono trasformati in diminuzioni.
Da quel momento la lavorazione segue una nuova logica:
aumento – diminuzione – aumento – diminuzione
Questo passaggio permette contemporaneamente di:
- continuare a sviluppare l’altezza;
- squadrare la struttura;
- far salire i lati in modo più lineare.
La borsa inizia lentamente a perdere la sua morbidezza originaria per assumere un profilo più deciso.
Raggiunti circa 23-24 cm di altezza, elimino anche gli ultimi aumenti.
Da qui in avanti il lavoro cambia ancora:
si procede in righe di andata e ritorno, lavorando separatamente i lati e realizzando tre diminuzioni consecutive:
- iniziale;
- centrale;
- finale.
Sono proprio queste sequenze che trasformano il volume e generano la forma rettangolare definitiva.
La Savana 2.0 nasce qui.
Nel modo in cui vengono gestite le diminuzioni.
Scheda tecnica — Borsa Savana 2.0
Materiali utilizzati
- Rafia morbida:
- 1 gomitolo nero
- 1 gomitolo rosa
- Peso totale utilizzato: 100 grammi
- Chiusura Easy Zip
- Rete interna misura 31 × 48 cm
- Fodera doppia
- Bottone decorativo
- Polsiera removibile
Misure indicative
- Diagonale iniziale quadrato: 33 cm
- Altezza finale lavorata: 23–24 cm
- Forma finale: rettangolare strutturata
Tecniche principali
- Costruzione da piastrella quadrata
- Aumenti progressivi
- Diminuzioni contrapposte
- Lavorazione in righe di andata e ritorno
- Bordo finale a maglia bassa
- Cucitura fodera interna
- Applicazione manuale chiusura Easy Zip
Caratteristiche
✔ Leggera
✔ Capiente
✔ Strutturata
✔ Utilizzabile come polsiera
✔ Compatibile con tracolla catena o ecopelle
✔ Foderata internamente
Dentro la borsa: il dettaglio invisibile che cambia tutto
Una borsa bella fuori deve saper vivere bene anche dentro.
Per questo ho inserito una rete 31×48 cm, rivestita creando una sorta di federa doppia. Successivamente la fodera è stata cucita direttamente alla struttura.
Solo dopo ho applicato la chiusura Easy Zip, lavorando tre maglie basse per foro e cucendo tutto manualmente con ago.
Sono passaggi poco fotografati.
Ma spesso sono proprio quelli che fanno la differenza tra un accessorio artigianale e un progetto rifinito.
La Savana diventa stile
Durante questi giorni ho immaginato la Savana 2.0 fuori dal laboratorio.
Lontano dai gomitoli.
Vicino alla vita.
Prima tra le strade di Positano, con una gonna lunga in lino e il gelato in mano.
Poi al tramonto, su una terrazza sul mare, con pantaloni palazzo e top rosa satinato.
Perché una borsa fatta a mano deve poter uscire dalla stanza dove nasce.
Deve vivere.
Con i toni cipria e il nero cambia carattere e diventa più elegante.

Le varianti colore immaginate
Una delle cose che amo di più nei progetti strutturali è immaginarli in altre palette.
Abbiamo visto la Savana trasformarsi in:
- Beige e panna → morbida, naturale, luminosa
- Bianco e nero → grafica, moderna
- Oro e avorio → ricercata, quasi gioiello
- Argento e perla → sofisticata
- Blu notte e sabbia → mediterranea
Ogni colore racconta una donna diversa.
Ed è forse questo il lato più bello dell’artigianato:
non creare oggetti.
Creare possibilità.

Una borsa, tante evoluzioni
La Savana originale in juta è stata il punto di partenza.
La Savana 2.0 è una trasformazione.
E probabilmente non sarà l’ultima.
Perché alcune idee non finiscono quando si chiude una zip o si taglia il filo.
Continuano.
Cambiano materiale, colore, forma.
Ma restano riconoscibili.
Un po’ come succede alle persone.
E forse è proprio questo che cerco ogni volta che progetto qualcosa all’uncinetto: non realizzare semplicemente una borsa, ma lasciare dentro una parte di percorso, di studio, di emozione.
La Savana 2.0 oggi è questa.
Domani potrebbe diventare altro.
E io, sinceramente, non vedo l’ora di scoprire quale sarà la prossima versione.

