ARIANNA, BORSA REVERSIBILE

Borsa Arianna — Il Filo che non si Perde Mai

C’è un filo che attraversa il tempo, più antico di qualsiasi mappa, più resistente di qualsiasi tessuto. Lo conosciamo dalla mitologia greca, dove Arianna lo consegnò a Teseo prima che scendesse nel buio del labirinto di Creta — per non perdersi. Quel filo non era solo una corda: era intelligenza, era cura, era la certezza che esiste sempre una via di ritorno. Ma quello che forse pochi sanno è che il Labirinto non appartiene soltanto alla Grecia. Erodoto, il padre della storia, descrisse con stupore un Labirinto egiziano sulle rive del Lago Moeris — stanze sotterranee, corridoi che si moltiplicavano, sale che cambiavano aspetto ad ogni svolta. Un labirinto di pietra e mistero, degno del paese che ha costruito le piramidi. Ed è qui, nel punto preciso in cui la mitologia greca e quella egizia si incontrano senza che quasi nessuno se ne accorga, che nasce la Borsa Arianna — un progetto del Capitolo Egitto di Il Grande Viaggio che porta con sé due mondi, due facce, un unico filo conduttore.

Il filo, nella Borsa Arianna, non è una metafora. È letteralmente al centro di tutto. Il punto interlocking crochet — la stessa tecnica che avete già incontrato nel Collo Labirinto — è per definizione una tecnica a due fili che si rincorrono, si intrecciano, si scambiano il posto senza mai confondersi. Uno guida, l’altro segue. Insieme creano qualcosa che separati non potrebbero fare. Come Arianna e Teseo. Come l’andata e il ritorno. E la cosa straordinaria — quella che rende questa borsa davvero unica nel suo genere — è che variando la sequenza di lavoro dei due colori, gli stessi due fili raccontano due storie completamente diverse. La Borsa Arianna ha due facce, ed entrambe sono originali, entrambe sono belle, entrambe sono vostre.

Come nasce la Borsa Arianna — la costruzione

La borsa si costruisce a partire da due pannelli separati, avviati ciascuno con 42 catenelle e lavorati a maglia bassa in righe di andata e ritorno fino a raggiungere la misura di 24 cm di larghezza per 9 cm di altezza. Questo è il fondo della borsa — una base solida, compatta, che darà struttura a tutto il lavoro. Un pannello viene realizzato nel colore nocciola, l’altro nel colore cuoio: due toni caldi, terrosi, che evocano le sabbie e le pietre del deserto egiziano senza bisogno di una parola.

I due pannelli vengono poi uniti con un giro di maglia bassa che li salda insieme e segna il punto di partenza per il corpo della borsa. Da qui inizia la magia del punto interlocking. La sequenza che ho inventato per questa borsa — e ci tengo a sottolinearlo, si tratta di uno schema originale La Fata Tuttofare — lavora su una base di punto basso alternato a catenelle, secondo il classico meccanismo dell’interlocking. Ma quello che cambia, e che genera i due disegni diversi, è la logica con cui i due colori vengono lavorati.

Con il colore nocciola, tutti i giri sono identici: una maglia davanti e due dietro, sempre nella stessa sequenza, senza eccezioni. Con il colore cuoio invece la sequenza si inverte ad ogni giro: nel primo giro si lavora davanti, dietro, davanti; nel giro successivo si inverte, lavorando dietro, davanti, dietro. Questo semplice cambio — invertire l’ordine ogni due giri — è sufficiente a generare due texture completamente diverse sulle due facce della borsa. Non servono schemi complicati, non servono conteggi elaborati. Basta ricordare una regola: un giro sì, un giro no. La chiusura dei giri richiede la giusta attenzione per mantenere la pulizia del lavoro, ma una volta preso il ritmo il punto scorre da solo, come appunto un filo che sa già dove andare.

Il corpo della borsa si alza per 25 cm, dopodiché si rifinisce con 5 giri di maglia bassa in alto — una chiusura pulita, ordinata, che definisce il bordo superiore e prepara il terreno per i manici. I manici in bambù, con le loro calde venature naturali che ricordano la canna del Nilo e le palme del deserto, vengono inseriti nell’ultimo dei cinque giri di maglia bassa, avvolgendoli con il punto stesso senza cuciture né accessori aggiuntivi. Il risultato è una borsa squadrata, capiente, con una forma tote solida e proporzionata.

Per realizzarla ho utilizzato una rocca di Sublime nel colore nocciola e una nel colore cuoio — entrambi i filati disponibili su Tessiland. La Sublime è un cordino di qualità eccellente, con una mano piena e una lucentezza sobria che si presta perfettamente sia al punto interlocking sia alla maglia bassa del fondo.

Reversibile, e orgogliosamente tale

La Borsa Arianna è reversibile per scelta tecnica, non per caso! Questo significa che non prevede fodera, né chiusure a cerniera o a bottone — elementi che, pur pratici, avrebbero reso impossibile girarla. La scelta è stata consapevole e va accettata come parte della sua natura: questa borsa è libera, aperta, doppia. Per chi desidera tenere gli oggetti ordinati all’interno, consiglio una sacca interna in tessuto — le trovate sul sito TESSILAND. Una piccola borsa di tela con chiusura a coulisse è perfetta: si infila dentro, sparisce alla vista e tiene tutto al suo posto, mentre voi vi godete la libertà di scegliere ogni mattina quale faccia della borsa mostrare al mondo.

Due facce, due storie

Guardando la borsa dal lato nocciola si vede un disegno a croce — geometrico, preciso, quasi architettonico. Guardandola dal lato cuoio invece il disegno si apre in rombi più ariosi, più leggeri. Stessa borsa, stessa tecnica, sequenza invertita: due caratteri completamente diversi. Potete abbinarla al lato più compatto per un look ordinato e strutturato, oppure girarla sul lato a rombi per qualcosa di più bohémien e informale. La stessa borsa, due umori diversi.

Consigli di stile

La palette nocciola-cuoio è una di quelle combinazioni che non sbaglia mai stagione. È la terra, è il legno, è la sabbia asciutta del deserto — colori che si abbinano tanto al lino grezzo di una blusa estiva quanto alla morbidezza di un pullover autunnale. In estate la porterei con un vestito bianco o panna, sandali in cuoio, capelli sciolti — l’immagine è quella di qualcuno appena tornato da un mercato all’aperto sotto il sole. In autunno invece la sceglierei con un outfit in toni cammello e bordeaux, o con il classico jeans e maglioncino color sabbia, lasciando che i manici in bambù portino ancora un soffio di vacanza nella stagione più fresca. Per chi ama giocare con le sovrapposizioni, la Borsa Arianna si abbina meravigliosamente al Collo Labirinto: stesso punto interlocking, stesso multiplo di lavorazione, stessa filosofia progettuale. Chi lo desidera può addirittura scegliere di realizzare entrambi i pezzi con la stessa fantasia — usando per la borsa lo schema del collo o viceversa — creando un coordinato unico nel suo genere, personalizzato e completamente handmade.

E adesso?

La Borsa Arianna non è sola. Fa parte di un viaggio che procede, capitolo dopo capitolo, racconto dopo racconto. Se siete arrivate fin qui probabilmente state già seguendo Il Grande Viaggio — e allora sapete che ogni progetto porta con sé qualcosa di più di un tutorial. Ma per chi si è appena unita a noi, sappiate che ci sarà ancora molto da scoprire, ancora fili da annodare, ancora storie da raccontare. Il filo di Arianna non si spezza — si allunga, sempre.

E per chi crea con la mano sinistra: il video per mancini della Borsa Arianna è QUI IN ESCLUSIVA PER VOI 👇🏻. Perché ogni Fata merita di trovare il suo filo, qualunque mano lo tenga.